Qual é la ‘giusta distanza‘ che ci consente di fare percepire ai nostri figli la nostra presenza, evitando di risultare ingombranti o al contrario assenti e di facilitarli nella risoluzione di un problema?

Modificando il nostro modo di comportarci e di comunicare con i nostri figli possiamo apprendere come ‘calibrare‘ tale distanza in modo efficace.

Una premessa importante per iniziare a ricercare la ‘giusta distanza‘ é riuscire a liberarsi del pregiudizio/credenza: ‘sono adulto e in quanto tale sono più competente di mio figlio‘  e aprire la possibilità di uno scambio reciproco nella relazione genitore – figlio con un: ‘io e mio figlio siamo diversi. Posso apprendere come osservare / facilitare lo sviluppo di una piccola persona pienamente competente‘. A volte attuare questo cambiamento di prospettiva rappresenta una sfida importante per molti genitori.

Da questa ‘giusta distanza‘ possiamo accorgerci come a volte, con l’intenzione di proteggere / aiutare /rendere autonomi i nostri figli rischiamo di essere ‘troppo presenti‘,  o ‘troppo distanti‘, ciò diventa maggiormente evidente nelle situazioni nelle quali nostro figlio é impegnato nella risoluzione di un problema.

Esercizio: prova a ricordare una situazione recente nella quale tu eri impegnato/a nella risoluzione di un problema. Immagina di essere in quella situazione in questo momento e di condividere quello che stai vivendo con una persona per te importante, che nel cercare di aiutarti utilizza uno dei 12 comportamenti indicati di seguito:

1. Comandare, dare ordini, dirigere, esigere
‘devi fare in questo modo!’
‘smettila di…’

2. Minacciare, ammonire
‘se continui in questo modo non… ‘
‘se non ti sbrighi a trovare una soluzione… ‘

3. Moralizzare, fare la predica, sentenziare, esortare
‘devi cavartela da solo/a… ‘
‘sei sempre il solito/a …’
‘come hai potuto non accorgertene? Dovresti fare più attenzione!’
‘di solito sei più coraggioso/a…’

4. Consigliare, offrire suggerimenti o soluzioni
‘sarebbe meglio se… ‘
‘dovresti provare con…’
‘la cosa migliore da fare è… ‘

5. Persuadere con la logica, argomentare, insegnare, spiegare
‘ti spiego io cosa è successo… ‘
‘l’esperienza insegna che… ‘

6. Giudicare, criticare, biasimare
‘stai affrontando il problema in modo superficiale… ‘
‘non è questo il modo giusto per risolvere questa situazione’

7. Elogiare, adulare, assecondare
‘ di solito sei così attento/a e coraggioso/a… ‘
‘ ti considero intelligente e capace di … ‘

8. Ridicolizzare, umiliare, etichettare
‘ é ridicolo fare in questo modo!’
‘ ma bravo/a, guarda in che situazione ti sei ritrovato!’
‘ sei davvero ingenuo/a a pensare che… ‘

9. Interpretare, diagnosticare, analizzare
‘hai da sempre dei problemi con l’autorità… é per questo che ti comporti in questo modo’
‘è la tua insicurezza che ti porta a …’
‘ti sei fatto/a influenzare dai giudizi degli altri’

10. Rassicurare compatire, consolare, minimizzare, simpatizzare
‘vedrai che tutto si risolverà presto.’
‘non è poi così tragica la situazione, pensa se / a …’
‘ succede anche a me…’

11. Indagare, inquisire
‘da quanto le cose vanno avanti in questo modo?’
‘quando ti sei accorto/a di questo? non avevi notato che?

12. Ignorare, eludere
‘non pensarci ora, ti va di andare a fare una passeggiata?
‘parlando d’altro… come é andata con …?

Quale di questi 12 comportamenti ti ha ‘toccato‘ maggiormente? Che effetto ha avuto su di te? Quale utilizzi maggiormente nel cercare di aiutare tuo figlio/a? Quale effetto può avere su di lui/lei?

Eliminando il più possibile questi 12 comportamenti, possiamo ricalibrare la nostra distanza e mettere in gioco, nella relazione, le nostre competenze di contatto e presenza: comprendere e fare sentire compresi i nostri figli, centrandoci sulla loro esperienza, entrando nei loro ‘panni’. Facendo percepire loro la nostra presenza, la nostra fiducia e il nostro sostegno in modo equilibrato, adeguato alle loro esigenze, evitando di rimanere troppo distanti o di entrare in modo ingombrante nella loro esperienza.