AMALTEA é uno studio associato di professionisti specializzati in servizi integrati per il benessere psicologico delle persone e delle organizzazioni, nato a Roma nel 2006.

Perchè abbiamo scelto il nome AMALTEA?

La mitologia greca, narra della ninfa Amaltea che si prese cura dello sviluppo del piccolo Zeus, facilitandone lo sviluppo.
Abbiamo scelto questo nome perché ci consente di esprimere, attraverso una metafora, la fiducia nelle potenzialità intrinseche delle persone e delle organizzazioni e nelle nostre capacità personali e professionali di agire come facilitatori del cambiamento e dello sviluppo.

Stefano Calore
psicologo, psicoterapeuta, coach, formatore
Come persona e come professionista, sono curioso e fiducioso rispetto alle concrete e molteplici possibilità che le persone e le organizzazioni hanno di cambiare, apprendere e sviluppare pienamente il proprio potenziale ed il proprio benessere. Mi occupo di creare in scienza e coscienza le condizioni che facilitano tale sviluppo.

Contattami ora: +393402556550
Gabriele Putelli
psicologo, psicoterapeuta, coach, formatore
La fiducia nell’essere umano è per me un valore centrale. La mia esperienza di vita, personale e professionale, mi ha dato costante dimostrazione che ogni individuo possiede in sé tutte le risorse necessarie per la propria autorealizzazione. Questa è la visione con la quale lavoro, facilitando persone, gruppi e organizzazioni nel ritrovare la fiducia in sé stessi, nella vita e nel riconoscere ed esprimere il proprio potenziale.

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Lorenzo Mondì
biologo nutrizionista

Un corretto comportamento alimentare a tavola può essere fondamentale per migliorare la qualità della vita. Approfondendo i vari aspetti dell’alimentazione, sono sempre più convinto dell’importanza di una corretta educazione alimentare. Il mio approccio consiste in un attenta anamnesi clinica e delle proprie abitudini alimentari. Dal colloquio ed in base alle proprie necessità viene poi redatto un piano personalizzato.

Laureatomi in Scienze Biologiche, ho proseguito i mie studi conseguendo un master in “Dietologia e Nutrizione” presso l’Istituto Alta Formazione ed un master in “Alimentazione per il Benessere e lo Sport” presso l'Università Cattolica del Sacro cuore. Dal 2018 Collaboro con il Dott. Nicola Calandrella e svolgo attività di consulenza per Eg-Eurogenerici.

contattami ora: +393381383541

Jonathan Moreno
naturopata
Come naturopata, la prima cosa che faccio quando una persona viene per un consulto è ascoltare attentamente i motivi per cui sta cercando supporto. Quindi al cliente viene chiesto di raccontare l'interazione tra lui e le sue dinamiche lavorative, la famiglia e altre abitudini di vita. Questo per avviare una valutazione del suo stato psico / emotivo che mi dia una prima lettura dello stato generale del cliente. Quindi, attraverso uno strumento di biorisonanza, si approfondiscono i seguenti parametri: iperfunzione e ipofunzione dei sistemi organici, carenza di vitamine e aminoacidi, cariche patogene; virus, funghi e batteri, presenza di metalli pesanti nell'organismo, allergie e intolleranze alimentari. Attraverso il test di biorisonanza si capisce quale sia lo stato generale, che deve essere prima bilanciato in tutti i valori sopra citati per poi lavorare gradualmente sulle zone che presentano il maggior squilibrio. Come sosteneva lo scienziato Claude Bernard: Il terreno è tutto, il microbo è nulla! Bernard studiava la natura umana partendo dal concetto di “terreno”, dimostrando, dati alla mano, quanto fosse determinante lo stato del terreno nel favorire la proliferazione o meno degli agenti patogeni. Quando il terreno è in equilibrio, è improbabile che l'agente patogeno disturbi. 

Pertanto un individuo che ha un “buon terreno” non lascia spazio alla malattia.  

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Daniele Favale
osteopata

Non mi definisco un osteopata ortodosso, ma uso l’osteopatia come mezzo diagnostico e terapeutico, cercando di mettere a frutto nel miglior modo possibile tutto quello che in anni mi è stato trasmesso. Troppo spesso sono entrato in contatto con pazienti a cui gli specialisti di turno si sono rivolti puntato il dito contro, non tenendo conto del fatto che una persona non può essere confinata e quindi colpevolizzata della sua patologia. Il fatto stresso di definirlo “paziente” spesso ci fa dimenticare che le sue disfunzioni sono il risultato di una vita che per essere “sopportata” lo ha costretto ad atteggiamenti che nel tempo si sono dimostrati poco ecologici per la sua salute.

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