Quante volte, come insegnanti, vi siete trovati a dover gestire discussioni, litigi e altre problematiche in classe o siete stati impegnati a misurarvi con le esigenze – sempre più articolate e diversificate – dei vostri alunni (per es. difficoltà di ascolto, scarsa partecipazione, atteggiamenti e/o comportamenti particolari)? Come avete affrontato tali situazioni? Quali strategie avete utilizzato?
Tra le caratteristiche indispensabili richieste alla scuola contemporanea si annoverano inclusività e capacità di utilizzo di strumenti educativi e didattici in grado di sostenere la complessità all’interno del gruppo classe (per es. esigenze e necessità individuali, presenza di disabilità, di culture differenti, etc.).
Uno strumento che rappresenta un valido supporto nella gestione della classe è il cosìddetto “circle time” (o “tempo del cerchio”). Esso offre la possibilità, agli insegnanti, di creare un clima positivo e conoscere meglio i propri alunni e a quest’ultimi, di imparare a discutere insieme ascoltando in modo attivo e – contemporaneamente – di risolvere eventuali conflitti analizzando il problema e trovando le possibili soluzioni.
Nel circle time tutti (insegnante e alunni) si siedono in cerchio in modo che ciascuno possa essere visto e possa vedere gli altri; l’insegnante ha il compito di coordinatore e facilitatore delle comunicazioni. La comunicazione all’interno del tempo del cerchio è subordinata ad alcune regole condivise ed esposte preventivamente dal coordinatore tra le quali: rispettare il proprio turno, cercare di utilizzare l’ascolto attivo, attendere che il coordinatore della discussione dia la parola.
E’ importante che il circle time sia definito da durata e cadenza regolari in modo da trasmettere agli alunni la sicurezza di avere uno “spazio di gruppo” e permettere loro di imparare a utilizzarlo al meglio.
Le tematiche da discutere possono essere concordate preventivamente, libere (lasciando che emergano dalle necessità del qui e ora del gruppo) o proposte dagli stessi alunni.
L’insegnante, per facilitare le discussioni, può utilizzare alcune tecniche di osservazione tra cui:
come gli alunni si dispongono in cerchio (chi siede vicino a chi? Qualcuno resta un po’ in disparte? Le vicinanze sono casuali o sempre le stesse?)
se tutti si sentono a proprio agio (qualcuno mostra imbarazzo, insolita aggressività, etc.? Qualcuno si allontana dal gruppo o chiacchiera in continuazione?)
come si svolgono gli interventi (chi prende la parola e chi resta in silenzio? C’è qualcuno che interrompe e come reagiscono gli altri?)
se tutti sono coinvolti nella discussione tenendo presenti sia indicatori verbali (numero di interventi, silenzi etc.) sia non verbali (qualcuno sbadiglia, chiacchiera col vicino, etc.).

Gli obiettivi principali del circle time sono rappresentati dal facilitare la comunicazione e la cooperazione tra pari e approfondire la conoscenza reciproca: in tal modo si creano le basi per l’integrazione, il senso di appartenenza e d’individualità, e, infine, si rende possibile la valorizzazione delle competenze dei singoli e del gruppo.

 

 

Bibliografia essenziale

Brandani F & Rizzardi M. Circle time. Il gruppo nella pratica educativa. Pianoro (Bo), Editografica, 2005

Francescato D, Putton A & Cudini S. Stare bene insieme a scuola. Roma, Carocci Ed., 2001