Una delle caratteristiche essenziali degli uomini e delle donne è quella di poter continuamente espandere le proprie conoscenze e abilità grazie anche alla capacità di guardarsi dentro, farsi domande e riflettere su quello che si fa e si sente.
E’ la cosidetta autoconsapevolezza che può guidarci verso il raggiungimento dei nostri desideri, obiettivi personali e scelte di vita ed è la stessa capacità di auto-analisi e auto-osservazione che può a volte rivelarsi il nostro peggior alleato.
Quante volte abbiamo esclamato “certo è facile e lo posso fare” oppure ci siamo tirati indietro da una sfida o da un compito inedito e straordinario affermando “no è troppo difficile, non ce la posso fare”.
Le categorie mentali di facile e difficile, fin troppo conosciute dagli albori della nostra educazione, sono fuorvianti per il genere umano, permettono in maniera molto abile e sottile di deviare l’attenzione dalle nostre risorse verso le incapacità del momento e possono ostacolare spesso il nostro potenziale di crescita, conoscenza e cambiamento.
Tra i molteplici fattori della nostra resistenza al cambiamento e alla sperimentazione vi è spesso la paura: emozione che ha bisogno sempre di un oggetto per esser nostra alleata e utile voce interiore. Paura di cosa e di chi? E’ la domanda da farsi quando si sente timore o paura.
A questo proposito propongo la visione di questo breve filmato dell’ex allenatore della nazionale di Pallavolo Italiana Julio Velasco, in cui si intrecciano diversi spunti interessanti sul tema.