Cosa si intende per “insegnante competente“?

Quali sono le competenze che l’insegnante “di qualità” dovrebbe possedere?

Sin dagli anni ’70, l’OCSE (L’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico; ingl. OECD Organization for Economic Co-operation and Development) avvia una serie di ricerche sulla qualità dell’insegnamento in Europa e nel 1994, in collaborazione con il Centre for Educational Research and Innovation (CERI), pubblica un rapporto (OECD-CERI) nel quale si identificano e definiscono cinque macro-aree di competenze entro le quali orientare l’insegnamento di qualità:

  • competenze metodolologico-didattiche
  • competenze di contenuti disciplinari
  • competenze relazionali (sia con gli studenti sia con i colleghi)
  • competenze gestionali e organizzative (non solo riferite alla “gestione della classe” in generale ma anche l’insieme delle attività educative e didattiche che si realizzano all’esterno della classe)
  • riflessività (come attitudine alla riflessione circa la propria capacità professionale).

Margiotta (2002) riorganizza e approfondisce i risultati del succitato studio internazionale e definisce sia le coordinate entro le quali si esplica la qualità del servizio (lavorare in team, “diagnosi” educativa, rivisitazione esperta e collegiale delle conoscenze e dei saperi tramandati dalla cultura, qualità della relazione educativa, valorizzazione delle esperienze, apprendimento organizzativo di imparare a cambiare ed evolvere in sintonia con i cambiamenti richiesti da storia, cultura e specificità scolastica), sia le dimensioni operative entro le quali interviene un insegnante esperto e competente. Tali dimensioni sono rappresentate da:

  • conoscenza e padronanza del sapere esperto (conoscenze teoriche), sapere insegnato (metodi che facilitano l’apprendimento) e sapere psicopedagogico (apertura al cambiamento in base all’evoluzione della sua disciplina e agli allievi)
  • capacità comunicative che favoriscono l’apprendimento
  • capacità riflessiva e di autocritica
  • competenza emotiva (capacità di relazionarsi con allievi e colleghi creando climi positivi di collaborazione)
  • competenza gestionale (capacità di assumere diversi ruoli nell’ambito del lavoro scolastico).

Ne deriva, quindi, che la qualità di un insegnante è data dalla combinazione di tutte queste differenti abilità – esplicate all’interno di un quadro più globale – e non dalle singole caratteristiche.

Nel 2005 la Direzione Generale Educazione e Cultura della Commissione Europea, propone una bozza di testo dal titolo “Principi comuni europei relativi alle competenze e alle qualifiche degli insegnanti” nella quale si sottolineano i punti cardine nei campi dell’istruzione e della formazione dei docenti, a supporto delle politiche adottate a livello nazionale e/o regionale. Si definisce che ciascun docente dovrebbe essere in grado di:

  • lavorare con le conoscenze, la tecnologia e l’informazione
  • lavorare e collaborare con studenti, colleghi e altre figure formative
  • lavorare con e nella società (locale e internazionale)
  • promuovere la mobilità e la cooperazione in Europa

riconoscendogli un ruolo chiave allo sviluppo dei valori di inclusione tra individuo e comunità.

Oggi, quindi, risulta più che mai nodale il concetto di identità professionale dell’insegnante, la cui maturazione si struttura attraverso un processo di apprendimento e sviluppo personale complesso e costante, un sistema all’interno del quale le diverse competenze si trovano in equilibrio dinamico, sempre in evoluzione e mai definite una volta per tutte. L’insegnante di qualità dovrebbe, cioè, sapere quando, quanto e come adottare, di volta in volta, ciascuna abilità adattandola alle esigenze dei diversi studenti nelle diverse situazioni.

Per concludere, all’insegnante viene richiesto di essere partecipe di un’esperienza condivisa nella quale lo studente non sia visto come un soggetto neutrale ma parte integrante del contesto interpersonale. Ogni maestro/maestra, ogni professore/professoressa attento/a agli aspetti relazionali sa bene quanto alcune interferenze di tipo emotivo-affettivo possano influenzare il percorso d’apprendimento e le relazioni coi pari di uno studente. L’insegnante di qualità sarà in grado di utilizzare, se necessario, tutte quelle competenze utili ad accogliere, contenere, ascoltare empaticamente e comunicare al fine di creare l’ambiente (fisico e psicologico) atto al superamento delle difficoltà che la scuola pone allo studente coi suoi saperi e le sue richieste sempre nuove.

 

 

 

Bibliografia essenziale

Direzione Generale Educazione e Cultura, Principi comuni europei relativi alle competenze e alle qualifiche dei docenti (bozza), 2005

Farraghelli JE. Apprendere in contesti culturali allargati. Formazione e globalizzazione. Milano, Franco Angeli, 2012

Margiotta U. L’insegnante di qualità. Valutazione e performance. Roma, Armando Ed., 2002

 

 

Sitografia essenziale

http://ec.europa.eu/dgs/education_culture/repository/education/policy/strategic-framework/doc/teacher-competences_en.pdf

www.oecd.org

https://www.oecd.org/italy/

http://www.oecd.org/edu/CERI/